OneCoin: Perseguite quasi cento persone coinvolte nel Ponzi

OneCoin: Perseguite quasi cento persone coinvolte nel Ponzi

By Benson Toti - min. di lettura
Aggiornato 16 March 2023

I procuratori in Cina hanno accusato alcune persone sospette di essere coinvolte nella gestione di un presunto schema piramidale (Ponzi). Le vittime di questa truffa erano state attirate offrendo la possibilità di investimenti in una criptovalute di nome OneCoin.

I dettagli

Secondo un comunicato stampa emesso dalla procura popolare suprema emesso mercoledì, una procura locale nella provincia di Hunan ha accusato quattro individui. Questo però è parte di un più ampio giro di vite contro “Weika Coin”, il nome di OneCoin in cinese. Il progetto è un presunto programma di investimenti in criptovalute che ha visto le forze dell’ordine a livello mondiale avviare indagini e di emettere avvertimenti e multe.

La relazione indica che il processo è stato avviato nel settembre del 2017. Il tutto si è svolto in tre fasi in cui 98 persone sono state perseguite per presunte truffe. Queste erano ai danni di investitori in oltre 20 province della Cina. Alcune di esse sono già state condannate con pene detentive fino a quattro anni e/o con multe comprese tra i 10.000 e i 5 milioni di yuan (1.565-783.000 dollari). Il procuratore ha detto che l’inganno ha coinvolto fino a 2 milioni di vittime, mentre la quantità  di capitale ricevuto dagli investitori ammonta a 15 miliardi di yuan (circa 2 miliardi di dollari). Quasi 1,7 miliardi di yuan (266 milioni di dollari) sono stati recuperati, si legge nel rapporto.

Un’azione internazionale su larga scala

OneCoin è stato fondato da un individuo chiamato Ruja Ignatova che è stato indagato dalla polizia in diversi paesi per sospetto di frode. I promotori in Italia sono stati multati per milioni di euro. Le autorità indiane hanno anche deciso di arrestare i sospetti associati a OneCoin l’aprile dello scorso anno e successivamente hanno presentato accuse contro Ignatova nel mese di luglio. Più di recente, l’ufficio del procuratore speciale bulgaro ha collaborato con controparti in Europa e nelle Americhe per indagare sul regime.

Conclusione

OneCoin e progetti simili macchiano la reputazione di progetti onesti nel settore delle criptovalute. Quindi c’è decisamente da gioire quando azione su larga scala viene intrapresa contro chi ha messo in atto simili truffe. Non soltanto perché alle persone coinvolte sarà impedito di portare ulteriore danno o perché alle vittime potrà essere restituita almeno una parte dei fondi. Bensì perché questo farà da chiaro esempio a chi ha idee simili. Buona parte delle persone hanno la sensazione che questo settore offre la possibilità di commettere frodi restando impuniti. Questa situazione ha portato perfino gli exchange stessi a richiedere una maggiore regolamentazione all’unione europea.

Al contempo questo ha inoltre portato anche le SEC e la CFTC a cercare di regolamentare il settore, con particolare attenzione rivolta agli ICO. Questo, oltre a portare alla conclusione che la maggior parte dei token di ICO sono titoli non registrati, ha messo alla luce quanto sia insidioso questo settore, cosa sorprendente per chi è ancora nuovo agli ICO. Per aiutare gli investitori a riconoscere gli ICO fraudolenti la SEC ha perfino creato un finto ICO, Howeycoin. Insomma, le cose stanno cambiando, ma la questione è ancora tutto tranne che risolta. In questo settore non c’è spazio per gli investitori irresponsabili che non si informano a fondo. Queste persone perderanno i loro fondi.